Il territorio » La Valle Maira
La Valle Maira, nelle Alpi Cozie meridionali, è costituita, per quanto riguarda il suo tratto montano, da un bacino di forma piuttosto allungata, più largo in alto che in basso, che si estende trasversalmente rispetto alla catena alpina, in direzione ovest-est.
Questo orientamento è all’origine di una differenziazione piuttosto marcata tra i due versanti della valle: quello a nord del torrente Maira, corrispondente alla sinistra idrografica, si presenta per lo più assolato e aperto, con ampi pascoli e relativa scarsità di boschi, e ospita quindi numerosi insediamenti umani, in particolare nelle zone della media e della bassa valle, mentre quello a sud (destra idrografica) è per lo più scosceso, ombroso e ricoperto da boschi di conifere.
La valle è racchiusa tra due imponenti catene montuose che hanno origine attorno al massiccio dello Chambeyron (3389 m); di queste, la costa settentrionale, che separa la Valle Maira dalla Valle Varaita, si sviluppa attraverso una serie di gruppi montuosi – tra cui il monte Maniglia (3177 m), la Rocca la Marchisa (3071 m), il gruppo del Chersogno (3026 m) e del Pelvo (3064 m) – e va man mano digradando verso la pianura saluzzese, spingendosi fino a Busca
La catena meridionale invece separa, nella sua parte più alta, la Valle Maira dalla Valle dell’Ubayette (Larche) – attraverso il gruppo del Sautron (3164 m) e dell’Oronaye (3100 m) – e poi, procedendo verso est, segna il confine con l’alta Valle Stura – con l’altopiano della Gardetta – e infine quello tra la Valle Maira e la Valle Grana – con il sistema montuoso che dal monte Tibert (2647 m) scende fino a Montemale e Caraglio.
Nel vallone principale confluiscono alcuni rami secondari, che rivestono però un’importanza notevole sia per l’ampiezza del loro bacino sia per il loro contributo idrico – ad esempio i valloni del Mollasco, di Elva, di Stroppo, di Droneretto e di Roccabruna a sinistra, i valloni di Unerzio, di Preit-Marmora, di Celle e Albaretto e di Combamala a destra.
Alcuni di questi valloni, tra cui in particolare quello di Elva, si immettono in quello principale attraverso gole strette e profonde, mentre nelle loro parti superiori si aprono a formare conche ampie, soleggiate e ricche di prati.
Si tratta di vere e proprie “valli sospese” di origine glaciale, in cui l’azione di scavo del ghiacciaio (detta esarazione), a causa della minore massa glaciale, ha operato in maniera meno energica di quanto non abbia fatto lungo l’asse centrale della valle.
Il Comune di Elva si trova appunto alla sommità di un vallone laterale con queste caratteristiche, ed è costituito da numerose borgate di piccole dimensioni, sparse in un’incantevole conca ricca di pascoli e lariceti e dominata, sul lato occidentale, dalle sagome imponenti del monte Chersogno (m. 3026) e del Pelvo d’Elva (m. 3064).
Il territorio del paese è circondato da montagne in ogni direzione e confina con Stroppo (sud-est) e San Michele di Prazzo (sud-ovest) in Valle Maira, e con Bellino (nord), Casteldelfino (nord) e Sampeyre (nord-est) in Valle Varaita.
La superficie territoriale è di ha. 2637, con un’altimetria che varia da 1160 m. a 3064 m. (Pelvo d’Elva).; i 28 centri abitati che costituiscono il paese si collocano tra i 1437 m. e i 1977 m., con i 1637 metri della borgata Serre che è il capoluogo, sede del Comune e della celebre chiesa parrocchiale romanica, nel cui presbiterio si trova il celebre ciclo di affreschi del maestro fiammingo Hans Clemer, dedicato a episodi della vita della Vergine.
Elva è collegata alla strada provinciale di fondovalle, che da Dronero conduce fino ad Acceglio, con due rotabili: la prima è la strada che risale il Vallone della Comba – la cui apertura ha rappresentato per la gente di Elva una vera e propria epopea – e che si inerpica con le sue gallerie per 9 km, attraverso impressionanti pareti di roccia, mentre la seconda strada è la cosiddetta “panoramica” che, staccandosi dalla strada di fondovalle al km 22 da Dronero, raggiunge le frazioni più alte del Comune di Stroppo (da Paschero verso Cucchiales, Contà e San Martino) e, tagliando in alto a mezza costa la conca di Stroppo, si eleva, con una serie di tornanti attraverso un bosco di larici, fino al Colle Bettone (m. 1831) e poi alla Costa Cavallina (m. 1966), dove sorge il rifugio escursionistico “LA SOUSTO DAL COL”, da cui scende nella conca di Elva.
Vi è infine un collegamento stradale, percorribile però soltanto durante la bella stagione, che attraverso la Costa Cavallina e il Colle di Sampeyre (m. 2284) permette di accedere direttamente alla media Valle Varaita (Sampeyre).